Aperifilaria

Come ogni anno, anche nel 2016, abbiamo in programma una serata a tema con aperitivo.

Quest’anno abbiamo deciso di dedicarci alla filariosi cardio-polmonare, una malattia presente sul nostro territorio, che può mettere in pericolo la vita dei nostri animali.

Parteciperà un nostro collega esperto che spiegherà di cosa si tratta e sarà a disposizione per le vostre domande.

Vista la partecipazione numerosa dei precedenti eventi, chiediamo cortesemente di confermarci la presenza entro il 15 giugno. L’evento è gratuito.

aperifilaria

L’ALIMENTAZIONE DEL CANE

Il nutrimento è sia cibo sia veleno. È la dose a trasformarlo in veleno o in rimedio.”

T.B. Von Hohenheim

 

1. LE SOSTANZE NUTRITIZIE E GLI INGREDIENTI DEI CIBI PER ANIMALI

 

Sostanza nutritizia: componente dei cibi, utile al metabolismo, che può essereessenziale, se non viene prodotta dall’organismo, ma deve essere introdotta con l’alimento, oppure no.

Le sostanze nutritizie si dividono in sei grandi categorie: acqua, carboidrati, proteine,grassi, minerali, vitamine. Alcune sostanze nutritizie producono energia: proteine, grassi e carboidrati costituiscono il carburante dell’organismo, come la benzina per l’automobile. Le diverse sostanze nutritizie sono necessarie all’organismo in quantità giornaliere che dipendono dalla sostanza stessa: ad esempio, la quantità d’acqua che deve essere assunta non è uguale alla quantità di vitamine. La quantità di sostanze nutritizie che producono energia, determina il valore energetico di un alimento: ad esempio, l’acqua è priva di valore energetico, per cui un alimento ad elevato contenuto di umidità avrà un basso valore energetico.

 

1.1 L’ACQUA

 

L’acqua è la sostanza nutritizia più importante, in quanto essenziale alla vita: se un animale perde solo il 15% delle sue riserve di acqua, non può sopravvivere. Un animale sano deve bere circa 50ml di acqua per Kg di peso corporeo al giorno; questo valore può leggermente variare a seconda del tipo di alimentazione: un’alimentazione secca ha una quantità inferiore di acqua rispetto alla lattina, quindi l’animale che si nutre solo con croccantini tenderà a bere un po’ di più. In ogni caso, l’acqua fresca e pulita deve sempre essere a disposizione, tranne in caso di vomito.

Quando l’animale aumenta il consumo di acqua, significa che c’è una perdita e può essere o meno un campanello d’allarme, ad esempio ciò può accadere:

  • per un aumento della temperatura dell’ambiente circostante,
  • durante l’allattamento,
  • per un aumento della temperatura corporea (febbre),
  • per un aumento della produzione di urina (problema renale, infettivo, farmaci, ecc…),
  • per diarrea,
  • per vomito,
  • per una forte emorragia.

 

1.2 I CARBOIDRATI

 

I carboidrati sono una fonte importantissima di glucosio e comprendono zuccheri, amidi efibre, quindi frutta, miele, latte e latticini, mais, grano, riso, avena, patate ecc… Queste sostanze espletano diverse funzioni di primaria importanza:

  • forniscono energia,
  • producono calore quando vengono metabolizzati per ottenere energia,
  • possono essere utilizzati come base strutturale di altri elementi nutritizi (es. aminoacidi, vitamina C, ecc…),
  • conservano l’energia sotto forma di glicogeno, ma se vengono assunti in eccesso, vengono convertiti in tessuto adiposo.

Anche le fibre svolgono delle funzioni importanti:

  • favoriscono e regolano il normale funzionamento dell’intestino: aumentano il volume e l’acqua del contenuto intestinale, contribuendo ad evitare stitichezza e diarrea. Un animale stitico deve bere molta acqua per permettere alle fibre di agire sul suo organismo.
  • Contribuiscono a mantenere la salute del colon, fornendo energia alle cellule.

Gli alimenti secchi per cani contengono di solito il 30-60% di carboidrati, per la maggior parte amidi.

I cereali rappresentano la fonte di carboidrati più tipica degli alimenti per animali e quelli più comunemente utilizzati sono: mais, sorgo, avena, riso, frumento, orzo. Oltre a fornire energia, questi ingredienti sono anche fonte di proteine, grassi, fibre, minerali e vitamine.

Gli ingredienti contenenti fibre, più comunemente usati, sono invece: cellulosa, soia, crusca, polpa di barbabietola, buccette di arachidi, fibre di avena.

Per essere completi, questi ingredienti devono essere combinati, perché presi singolarmente non sono in grado di espletare tutte le funzioni di cui un animale necessita.

 

1.3 LE PROTEINE

 

Le proteine sono molecole molto grosse, composte da tante piccole molecole chiamateamminoacidi, alcuni dei quali possono essere sintetizzati dall’organismo, altri (detti “essenziali”), invece no, pertanto devono essere necessariamente introdotti con il cibo.

Tutti i tessuti sono composti da proteine, ma alcuni ne contengono quantità superiori rispetto ad altri: i muscoli, ad esempio, ne contengono molte, mentre il grasso no. Ecco perchè la carne, presente in alcuni alimenti, costituisce una fonte proteica importante.

Le proteine hanno una funzione plastica, oltre ad essere il costituente principale dei muscoli, sono essenziali anche per le cartilagini, i tendini, i legamenti, la cute, il pelo, le unghie, gli enzimi, gli ormoni, gli anticorpi, il sangue (emoglobina, albumine, globuline, ecc…).

La dose giornaliera raccomandata di proteine con un valore biologico medio è del 22% sulla sostanza secca per i cani giovani e del 18% per i cani adulti.

Nelle patologie renali e in quelle gastroenteriche, gli animali perdono grandi quantità di proteine, per cui i proprietari devono essere molto attenti alla salute del proprio animale. Inoltre, gli animali giovani hanno bisogno di una quantità maggiore di proteine, perchè sono in crescita. Una carenza di queste sostanze può provocare crescita inadeguata, perdita di peso, anoressia, anemia, deperimento muscolare, edema, maggiore predisposizione alle malattie.

Tipiche fonti proteiche utilizzate sono le farine: farina di sottoprodotti di pollame, farina di agnello, farina di pesce, farina di semi di soia, uova in polvere, farina di granoturco.

I cani sono onnivori, a differenza dei gatti, quindi nelle formulazioni dei loro alimenti sono ammesse anche delle quantità di proteine vegetali.

La differenza principale tra carne fresca e farina di carne è che la prima contiene una quantità maggiore di acqua. Ad oggi, non si conoscono i vantaggi della carne fresca rispetto alla farina di carne, se non la percezione soggettiva del proprietario.

 

1.4 I GRASSI

 

I grassi sono una grande fonte di energia e si dividono in due gruppi: acidi grassi polinsaturi e acidi grassi essenziali (omega 3 e omega 6), che non vengono sintetizzati nell’organismo, ma devono essere forniti con la dieta.

I grassi servono a:

  • fornire energia;
  • contribuire all’assorbimento delle vitamine liposolubili;
  • fornire acidi grassi essenziali

 

Gli acidi grassi essenziali hanno un importante effetto antinfiammatorio, per cui si consiglia di assumerne in quantità maggiori prima e dopo una chirurgia, in seguito a un trauma, in caso di tumore, durante un’infezione (dermatite, artrite, ecc…) o una malattia infettiva (Leishmania).

Una dieta troppo ricca di grassi predispone all’obesità e a malattie pancreatiche ed epatiche; una dieta carente di grassi causa difficoltà nella cicatrizzazione delle ferite, manto secco, pelle squamosa , dermatiti, ridotta funzione riproduttiva.

Le fonti di grassi comunemente usate sono di origine animale (grasso di maiale, di bue e di pollame) o vegetale (semi di soia, di girasole, granturco). La scelta di grassi di qualità elevata migliora l’appetibilità del prodotto finito.

Ai cibi vanno aggiunti gli antiossidanti, che servono ad evitare l’irrancidimento dei grassi per evitare i danni causati dai radicali liberi. Spesso gli antiossidanti sono vitamine e minerali, normalmente presenti negli alimenti.

 

1.5 I MINERALI

 

I minerali comprendono tutti quegli elementi inorganici presenti in un alimento: fosforo, sodio, calcio, cloro, potassio, rame, selenio, zinco, ecc…

Queste sostanze svolgono funzioni fondamentali:

  • sono componenti essenziali di organi e tessuti (es. fosforo, calcio e magnesio costituiscono ossa e denti);
  • compongono i liquidi dell’organismo e favoriscono la contrattilità muscolare(es. Sodio, potassio e calcio sono importanti per la contrazione del cuore);
  • intervengono nei sistemi ormonali.

 

1.6 LE VITAMINE

 

Si dividono in due gruppi: vitamine idrosolubili (vit. Del gruppo B e vit. C) e vitamine liposolubili (A,D,E,K). La differenza tra i due gruppi è nell’assorbimento: le vitamine liposolubili, infatti, vengono assorbite, come si può dedurre dall’aggettivo, come i lipidi, cioè in presenza dei sali biliari; questo significa che rimangono nell’organismo più a lungo di quelle idrosolubili, pertanto, è più facile avere una tossicità che una carenza, viceversa per quelle idrosolubili.

Ogni vitamina svolge una funzione specifica ed essenziale ed il fabbisogno varia a seconda delle fasi della vita di un animale.

Vitamina

Funzione

A (retinolo)

  • Migliora la vista
  • mantiene un mantello sano
  • mantiene una cute sana
  • mantiene i denti sani

D

  • Regola il rapporto calcio/fosforo
  • migliora l’assorbimento e la motilità intestinale
  • interviene nella formazione delle ossa

E (tocoferolo)

  • Antiossidante biologico
  • matiene l’integrità delle membrane cellulari

K

  • Interviene nel processo di coagulazione del sangue

Complesso vitaminico del gruppo B

  • Compongono enzimi
  • intervengono nel metabolismo proteico, energetico
  • intervengono nel funzionamento del sistema nervoso

C

  • Funzione immunitaria: stimola i leucociti
  • rigenera la vit. E per cui favorisce l’azione antiossidante
  • protegge l’organismo dai danni causati dai radicali liberi

 

 

1.7 ADDITIVI

 

Gli additivi non sono sostanze nutritizie. Il termine “additivo” comprende tutto ciò che migliora il valore nutrizionale, l’appetibilità o l’aspetto di un prodotto. Gli additivi includono: vitamine, minerali, coloranti (naturali, come i carotenoidi, o sintetici), esaltatori del gusto, emulsionanti, stabilizzanti, addensanti (ad esempio, gomme, glicerina gliceridi e amidi modificati vengono utilizzati per creare la salsa o la gelatina del cibo umido).

 

 

2. LE ETICHETTE

 

Per rendersi conto delle differenze che esistono tra i diversi cibi per animali, bisogna essere in grado di leggere e interpretare le etichette sulle confezioni. Ogni etichetta contiene le immagini e il nome del prodotto, ma anche la dichiarazione prevista dalla legge, che la rende un documento legale. Le informazioni fornite nella dichiarazione per legge prevedono:

  • La dicitura: alimento completo per animali/ alimento complementare (cioè non contiene le sostanze nutritizie necessarie per la sua somministrazione come cibo unico)
  • Specie e indicazione (es. stadio di vita o patologia)
  • Istruzioni d’uso
  • Elenco degli ingredienti
  • Analisi tipica (fornisce indicazioni sul livello medio di sostanze nutritizie)
  • Additivi
  • Data di scadenza e riferimento alla data di produzione
  • Indirizzo del responsabile dell’accuratezza delle dichiarazioni
  • Peso netto e/o volume e numero di lotto
  • Numero di registrazione (ogni stabilimento di produzione di additivi, pre-miscele e alimenti per animali deve avere ottenuto un numero di approvazione o di registrazione, riportato nella dichiarazione richiesta per legge, che dovrà anche essere stampato sull’etichetta di ogni lattina).

Queste informazioni sono importanti per la tracciabilità dell’alimento, ma hanno anche una funzione legale, nel caso di contestazioni (se non conformi si va incontro a sanzioni).

Alcuni produttori aggiungono carne fresca al loro cibo per animali e questa informazione può essere inserita all’inizio dell’elenco degli ingredienti con la dicitura “carne fresca”.

 

3. L’APPETIBILITA’ DEGLI ALIMENTI

 

E’ molto importante per gli animali e consiste in: odore, gusto (che combinati costituisconol’aroma) e consistenza.

Un ruolo molto importante è ricoperto dal senso dell’olfatto che ricopre il 70-75% della nostra capacità di gustare un alimento. Molti fattori influiscono sulla capacità olfattiva di cani e gatti: razza (razze grandi con muso allungato hanno l’olfatto più sviluppato), età (l’olfatto è il primo senso a deteriorarsi con l’età e può essere causa di un calo dell’appetito, per questo si può ricorrere all’aggiunta di sapori più forti), livello di esposizione (tanto più si è esposti a un odore, tanto più ci si adatta e lo si sente meno), sazietà (l’animale affamato ha un senso dell’olfatto più spiccato), salute (le malattie respiratorie diluiscono la percezione degli odori).

Anche il senso del gusto è molto importante, perché permette di avvertire l’alimento acido, salato, amaro, dolce; inoltre, gli animali sono in grado di distinguere tra carni di tipi e qualità diversi.

Per quanto riguarda, invece, la consistenza, cani e gatti preferiscono cibi facili da masticare, con superficie liscia e senza bordi taglienti o sporgenze, amano i grassi, perché rendono i cibi umidi e acutizzano l’olfatto.

Per incoraggiare un animale a mangiare, si possono adottare diversi accorgimenti: presentarlo in modo graduale nell’arco di una settimana, mescolandolo a quello consueto; riscaldare a temperatura corporea il cibo umido oppure miscelarlo con l’acqua tiepida per renderlo omogeneizzato; somministrare piccole e frequenti razioni.

 

4. ALIMENTAZIONE SECONDO LO STADIO DI VITA

 

Le esigenze nutrizionali cambiano durante la vita di un animale. I cuccioli hanno bisogno di quantità superiori di sostanze nutritizie per favorire la crescita e possono sviluppare problemi se queste non sono presenti in quantità adeguate. Molto importante, soprattutto per i cuccioli di grande taglia, è il rapporto calcio:fosforo, che deve essere monitorato durante l’accrescimento, per ridurre il rischio di problemi ortopedici.

È importante cambiare l’alimentazione al momento giusto quando l’animale passa all’età adulta, cioè quando termina l’accrescimento (circa 12 mesi di età nelle razze piccole e medie e 18 mesi di età nelle razze grandi). Tra i cinque e i sette anni di età, la fisiologia subisce un cambiamento, che porta a un aumento di prevalenza delle malattie dentali, obesità, malattie cardiache e renali: è importante quindi assicurarsi che la dieta non acuisca questa tendenza.

Anche nell’età anziana è importante modificare l’alimentazione, perché si prevengono patologie a carico degli organi principali, come insufficienza renale, malattie cardiache e d epatiche, nonché tumori.

Bisogna tenere conto anche delle differenze di razza: alcune, ad esempio, sono predisposte all’obesità; inoltre, il fabbisogno energetico giornaliero può essere diverso (un terranova ha un fabbisogno energetico di circa il 15% inferiore alla media; un alano e un dalmata, invece, hanno un fabbisogno energetico del 16% superiore alla media).

La castrazione e la sterilizzazione riducono il bisogno delle calorie giornaliere del 25% rispetto a prima dell’intervento e questo è un aspetto importante da considerare, per evitare di avere un animale obeso col tempo.

L’attività fisica influisce in modo significativo sul fabbisogno energetico: un cane che fa una vita sedentaria avrà un dispendio energetico minore rispetto a un cane che ha possibilità di correre in giardino. I cani da caccia o da gara, ad esempio, non devono essere alimentati con cibo di mantenimento, poiché necessitano di un’alimentazione in grado di sostenere il loro livello di esercizio; i cani da slitta hanno bisogno di un livello superiore di grassi per il lavoro che devono svolgere.

Lo stress e l’ambiente influiscono anche sul fabbisogno energetico, aumentandolo: la perdita di peso causata da fattori fisiologici è molto comune nei cani da guardia, per i quali una combinazione di stress, escursioni termiche e attività fisica può provocare sino al 10% di perdita di peso corporeo durante un turno di guardia di sei ore.

L’obiettivo di una corretta alimentazione è di massimizzare la durata e la qualità di vita dell’animale, per questo bisogna iniziare dai primi mesi.

Durante la fase riproduttiva, l’alimentazione deve essere ottimale per migliorare le performance dell’animale durante l’accoppiamento, la gestazione e il parto: degli errori in questa fase possono determinare infertilità, aborti, parti cesarei e nascita di cuccioli poco vitali.

 

5. ERRORI ALIMENTARI

 

Una dieta ad alto contenuto energetico per un animale che non ne ha bisogno può determinare problemi scheletrici durante l’accrescimento, come anche un alto consumo di calcio, soprattutto in cuccioli che supereranno da adulti i 25 Kg di peso. Inoltre, poiché l’obesità è legata a patologie diverse, la priorità del proprietario è quella di mantenere sempre il peso ottimale del proprio animale.

Un eccesso nella quantità di grassi, oltre a predisporre all’obesità, può causare alla lunga patologie, come la pancreatite. Una carenza di grassi determina problemi di cute e mantello, rallenta la guarigione delle ferite, favorisce comparsa di edemi e alopecia.

Quantità eccessive di proteine determinano un accumulo di fosforo. I cibi casalinghi sono spesso carenti di calcio e ricchi di fosforo, così come alcuni alimenti industriali: questo è preoccupante perché l’animale che consuma questi alimenti è predisposto a sviluppare un insufficienza renale precoce. Una riduzione del consumo di fosforo favorisce, invece, un aumento della sopravvivenza. Inoltre l’eccesso di proteine determina favorisce le allergie alimentari e la formazione di calcoli vescicali. Una carenza di proteine determina problemi di accrescimento, rallentamento nella riparazione dei tessuti e peggioramento della funzionalità epatica.

Anche rame e magnesio sono pericolosi se somministrati in eccesso: il primo può determinare una malattia epatica grave (alcune razze sono predisposte ai difetti di immagazzinamento del rame: es. West Highland White Terrier), il secondo determina la formazione dei cristalli di struvite nelle urine.

 

6. ALIMENTAZIONE CASALINGA

 

In base a quanto detto nelle pagine precedenti, si può dedurre che è non è facile somministrare una dieta casalinga bilanciata, tant’è che si incorre spesso in errori alimentari che possono determinare l’insorgenza di patologie anche gravi. Quando, invece, si somministra ad un animale un cibo preparato industrialmente, di solito questo soddisfa il fabbisogno minimo di tutte le sostanze nutritizie.

Attenzione, però, gli ipermercati propongono sugli scaffali carne definita “per animali”, la cui qualità è variabile: spesso è troppo grassa e composta da tessuti di scarso valore. Purtroppo è tutto legato alla qualità/prezzo: cibi che costano poco, valgono poco! Tuttavia, per chi volesse somministrare un’alimentazione casalinga al proprio animale ci sono alcuni accorgimenti da tenere in considerazione: non è semplice stabilire delle quantità adeguate e un tempo di cottura adeguato, non bisogna somministrare alimenti di scarto (es. scarti di macelleria o gastronomia, scarti di frutta e verdura, ossa, ecc…), ma di prima qualità come quelli che mangiamo noi.

Gli alimenti base sono semplici da trovare: carne, pesce, cereali, legumi, olio, lievito di birra, integratori minerali e vitaminici.

Bisogna acquistare carne magra, evitando le parti grasse ricche di tendini e legamenti; normalmente si somministra petto di pollo o manzo. La carne deve essere preferibilmente tagliata a pezzi e non tritata e somministrata appena cotta (la cottura è senza dubbio igienica, ma fa perdere alle proteine parte del loro valore alimentare).

Le fonti di carboidrati migliori sono il riso oppure il grano, anche se pasta, semola, patate e pane secco possono andare bene; l’aspetto importante, in questo caso, è la cottura che deve essere prolungata per consentire la digestione dell’amido.

Per quanto riguarda le verdure, sono ottimi fagiolini e carote, che apportano vitamina A e facilitano il transito digestivo; inoltre, le carote hanno un effetto regolatore in caso di diarrea. Altre verdure che possono essere somministrate sono: zucchini, finocchi, coste, spinaci. Ovviamente la verdura deve essere fresca e cotta; meglio evitare la famiglia dei cavoli e soprattutto aglio e cipolla, che sono velenosi.

La fonte di lipidi sarà l’olio di girasole: un cucchiaio da tavola per i cani di grossa taglia e un cucchiaino per quelli di piccola taglia.

A questi alimenti, vanno aggiunti sempre degli integratori minerali e vitaminci, poiché per quanto si sia precisi nelle dosi, si può sempre incorrere in carenze di sostanze nutritizie, che possono essere semplicemente perse con la cottura.

 

Dati indicativi di una razione giornaliera per un soggetto adulto sano:

 

  • TAGLIA PICCOLA (5Kg):

Carne 50-75g, pasta/riso/grano 100g, verdura 200g, olio di semi di girasole 1 cucchiaino, lievito di birra 1 cucchiaino, integratori sì ma senza fosforo.

  • TAGLIA MEDIA (25Kg):

Carne 250-375g, pasta/riso/grano 450g, verdura 400g, olio di semi di girasole 1 cucchiaio, lievito di birra 1 cucchiaio, integratori sì ma senza fosforo

  • TAGLIA GRANDE (50Kg)

Carne 500-750g, pasta/riso/grano 550g, verdura 400g, olio di semi di girasole 1 cucchiaio, lievito di birra 1 cucchiaio, integratori sì ma senza fosforo

 

Per quanto riguarda i cani allergici, bisogna sostituire la carne di pollo e manzo con, a scelta: agnello, cavallo, maiale, coniglio, capra, pecora, cervo, pesce; bisogna sostituire anche la fonte di carboidrati: infatti, al posto di pasta, riso o grano, è preferibile somministrare patate bollite. Le proporzioni restano invariate.

 

Dr.ssa Simona Esposito

IL CODICE DEONTOLOGICO

CONSIGLIO NAZIONALE FNOVI

Terrasini (PA) 12 giugno 2011

  • DISPOSIZIONI GENERALI E SPECIFICHE
  • DOVERI DEL MEDICO VETERINARIO
  • RAPPORTI TRA MEDICI VETERINARI
  • RAPPORTI CON LA CLIENTELA
  • RAPPORTI CON PRIVATI ED ENTI PUBBLICI
  • CERTIFICAZIONI
  • ASSOCIAZIONE E SOCIETA’
  • RAPPORTI CON ALTRE PROFESSIONI
  • PUBBLICITA’
  • DISPOSIZIONI FINALI

 

DISPOSIZIONI GENERALI E SPECIFICHE

Oggetto e campo di applicazione del Codice Deontologico

Art. 1 – Medico Veterinario – Il Medico Veterinario svolge la propria attività professionale al servizio della collettività e a tutela della salute degli animali e dell’uomo.
In particolare, dedica la sua opera:

  •  alla protezione dell’uomo dai pericoli e danni a lui derivanti dall’ambiente in cui vivono gli animali, dalle malattie degli animali e dal consumo delle derrate o altri prodotti di origine animale;
  •  alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie degli animali e al loro benessere;
  •  alla conservazione e allo sviluppo funzionale del patrimonio zootecnico;
  •  alla conservazione e alla salvaguardia del patrimonio faunistico ispirata ai principi di tutela delle biodiversità, dell’ambiente e della coesistenza compatibile con l’uomo;
  •  alle attività legate alla vita degli animali familiari, da competizione sportiva ed esotici;
  •  alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti;
  •  alla promozione di campagne di prevenzione igienico-sanitaria ed educazione per un corretto rapporto uomo-animale;
  •  alle attività collegate alle produzioni alimentari, alla loro corretta gestione e alla valutazione dei rischi connessi.

Art. 2 – Definizione – La deontologia veterinaria è l´insieme dei principi e delle regole che ogni Medico Veterinario deve osservare, e alle quali deve ispirarsi nell´esercizio della professione. L´ignoranza della deontologia veterinaria non esime dalla responsabilità disciplinare.

Art. 3 – Ambito di applicazione – Le norme deontologiche si applicano a tutti i Medici Veterinari nella loro attività, nei loro reciproci rapporti e nei confronti degli utenti.

Art. 4 – Potestà disciplinare – Spetta agli organi disciplinari la potestà di infliggere sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme deontologiche.
Le sanzioni devono essere commisurate alla gravità dei fatti e devono tener conto della reiterazione dei comportamenti, nonchè delle specifiche circostanze, soggettive e oggettive, che hanno concorso a determinare l´infrazione.

Art. 5 – Responsabilità disciplinare – La responsabilità disciplinare deriva dall’inosservanza o dall´ignoranza dei precetti e dalla volontarietà della condotta, anche se omissiva.
Oggetto di specifica valutazione è il comportamento complessivo.

Art. 6 – Attività all´estero e attività in Italia dei Medici Veterinari – Nell´esercizio di attività professionali all´estero, ove consentite, il Medico Veterinario italiano è tenuto al rispetto delle norme deontologiche e delle legislazione dello Stato in cui viene svolta l´attività.
Il Medico Veterinario comunitario o di Paese terzo, nell´esercizio dell´attività professionale in Italia, quando questa gli sia consentita, è tenuto alla conoscenza e al rispetto della legislazione e delle norme deontologiche vigenti in Italia.

Art. 7 – Applicabilità – Le disposizioni del presente Codice Deontologico vanno rispettate da ogni iscritto all´Albo professionale, anche da coloro che risultino iscritti all´elenco speciale di cui al D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 e dai cittadini degli Stati membri della comunità europea che abbiano ottenuto l´iscrizione all´Albo ai sensi della legge 8 novembre 1984, n 750 e successive modifiche.

Art. 8 – Inosservanza – L´inosservanza o l´ignoranza dei precetti, degli obblighi e dei divieti fissati dal presente Codice Deontologico costituisce abuso o mancanza nell´esercizio della professione o fatto disdicevole al decoro professionale, perseguibile disciplinarmente ai sensi delle vigenti Leggi.

DOVERI DEL MEDICO VETERINARIO

Art. 9 – Comportamento secondo scienza, coscienza e professionalità – L’esercizio della professione del Medico Veterinario deve ispirarsi a scienza, coscienza e professionalità. Il Medico Veterinario non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza e con assicurazione di mezzi e impegno.

Art. 10 – Dovere di diligenza e prudenza – Il Medico Veterinario deve adempiere ai propri doveri professionali con diligenza e prudenza. E’ tenuto a denunciare all’Ordine ogni tentativo tendente a imporgli comportamenti non conformi al Codice Deontologico, da qualunque parte provenga. Deve a tal proposito mettere l’Ordine nelle condizioni di provvedere alla sua tutela e a quella del decoro professionale.

Art. 11 – Dovere di aggiornamento professionale – E’ dovere del Medico Veterinario curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze e le competenze tecnico-scientifiche, etico-deontologiche e gestionali-organizzative con particolare riferimento ai settori nei quali è svolta l’attività. E’ inoltre dovere dello stesso informarsi in merito all’attualità e alla evoluzione professionale ed essere a conoscenza di norme, di leggi e di atti regolamentari di interesse medico veterinario.
Il Medico Veterinario deve, quando richiesto dall’Ordine professionale di competenza e in tutti i casi di interesse disciplinare, ove vengano ipotizzate condizioni di negligenza e/o di cattiva pratica professionale, oggettivare e dimostrare i propri percorsi di aggiornamento.

Art. 12 – Doveri di probità, dignità e decoro – Il Medico Veterinario deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro nell’esercizio della professione.

Art. 13 – Doveri di lealtà e correttezza – Il Medico Veterinario deve svolgere la propria attività professionale con lealtà e correttezza.

Art. 14 – Dovere di indipendenza intellettuale – Nell’esercizio dell’attività professionale il Medico Veterinario ha il dovere di conservare la propria indipendenza intellettuale e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni, prescindendo da religione, razza, nazionalità, ideologia politica e sesso.

Art. 15 – Dovere di segretezza e riservatezza – È dovere primario e fondamentale del Medico Veterinario mantenere il segreto sull’attività prestata e su tutte le informazioni di cui sia venuto a conoscenza a seguito dell’atto professionale, fatti salvi i casi previsti per Legge.

Art. 16 – Dovere di assistenza – Il Medico Veterinario ha l’obbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza.

Art. 17 – Dovere di tutela – Il Medico Veterinario è tenuto, nell’esercizio della professione, alla tutela del benessere animale, alla tutela diretta ed indiretta della salute umana dai pericoli provenienti da alimenti di origine animale, da animali e da mangimi.

Art. 18 – Dovere di adempimento previdenziale e fiscale – Il Medico Veterinario deve provvedere regolarmente e tempestivamente agli adempimenti dovuti agli organi veterinari nonché agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, secondo le norme vigenti.

Art. 19 – Ambiente di lavoro – Il Medico Veterinario deve svolgere la professione in ambienti e contesti organizzativi adeguati alla complessità della prestazione e al decoro della professione, tali da garantire il corretto svolgimento dell’attività professionale a tutela del benessere animale e della salute pubblica.

Art. 20 – Tutela dell’ambiente – Il Medico Veterinario deve impegnarsi a salvaguardare l’ambiente e l’ecosistema evitando l’uso inappropriato di disinfettanti, medicinali e altri prodotti chimici e utilizzando in modo razionale l’acqua e le energie. Il Medico Veterinario è tenuto al rispetto delle norme di smaltimento dei rifiuti prodotti.

RAPPORTI TRA MEDICI VETERINARI

Art. 21 – Rapporto fra Colleghi – I Medici Veterinari iscritti all’Ordine devono svolgere le attività di consulenza, di consulto, di prosecuzione delle cure, di vigilanza e di controllo mantenendo sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato a correttezza, lealtà e rispetto, evitando ogni abuso di posizione.
Il contrasto di opinione non deve violare i principi di un collegiale dibattito e di un civile comportamento; ove non sia possibile risolvere direttamente tale contrasto, occorre creare le condizioni affinché il Consiglio dell’Ordine promuova iniziative di conciliazione.

Art. 22 – Rapporti con il Consiglio dell’Ordine – Il Medico Veterinario è tenuto a collaborare con il Consiglio dell’Ordine di appartenenza per l’attuazione delle finalità deontologiche istituzionali. Il Medico Veterinario che cambi la residenza, trasferisca in altra provincia la sua attività o modifichi la sua condizione di esercizio o cessi di esercitare la professione, è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Consiglio provinciale dell’Ordine di appartenenza.
L’Ordine, nell’ambito dei suoi compiti e poteri di vigilanza deontologica, può convocare i Colleghi esercenti la professione nella provincia di propria pertinenza, sia in ambito pubblico che privato, anche se iscritti ad un altro Ordine, informando l’Ordine di appartenenza per le eventuali conseguenti valutazioni.

Art. 23 – Rapporti con i collaboratori e sostituti – Il Medico Veterinario titolare di struttura o esercente attività professionale deve retribuire con adeguato compenso i Medici Veterinari suoi collaboratori e suoi sostituti. Lo stesso Medico Veterinario deve garantire mezzi e condizioni necessari per assicurare gli adempimenti professionali richiesti ai collaboratori e sostituti. Allo stesso modo questi ultimi, ferme restando le responsabilità professionali e contrattuali, devono garantire prestazioni adeguate..

Art. 24 – Direzione sanitaria – Il Medico veterinario nella sua funzione di Direttore Sanitario di strutture medico veterinarie deve garantire all’interno della struttura stessa, per quanto di sua competenza, il rispetto delle norme di legge, del Codice Deontologico, dell’autonomia e della dignità professionale.
L’incarico deve essere comunicato all’Ordine professionale competente per territorio.

RAPPORTI CON LA CLIENTELA

Art. 25 – Natura del rapporto – L’attività professionale esercitata dal Medico Veterinario è di natura intellettuale. Pertanto tale attività è una prestazione di mezzi e non di risultati.

Art. 26 – Dovere di informativa sull’esercizio professionale – È dovere del Medico Veterinario dare informazioni all’utente sulla propria attività professionale, secondo correttezza e verità.

Art. 27 – Rapporto di fiducia – Il rapporto con il cliente è fondato sulla fiducia e sull’assunzione della responsabilità professionale.
Il Medico Veterinario è tenuto a informarsi sull’identità del cliente.
Il Medico Veterinario, qualora la legge preveda l’identificazione obbligatoria dell’animale, è tenuto a verificarla ed ad informare il proprietario relativamente ai doveri di legge.

Art. 28 – Autonomia del rapporto – Il Medico Veterinario ha l’obbligo di salvaguardare i diritti della clientela nel miglior modo possibile nell’osservanza della legge, dei principi deontologici e del consenso informato nella pratica veterinaria.
Il Medico Veterinario non deve consapevolmente consigliare interventi inutilmente gravosi, né suggerire comportamenti, atti o negozi illeciti, fraudolenti o affetti da nullità.
Il Medico Veterinario deve rifiutare di prestare la propria attività quando, dagli elementi conosciuti, possa fondatamente desumere che essa sia finalizzata alla realizzazione di un’operazione illecita.

Art. 29 – Conflitto di interessi – Il Medico Veterinario ha l’obbligo di astenersi dal prestare attività professionale quando questa possa concretizzarsi in un conflitto d’interessi. Il conflitto di interessi si può verificare quando il comportamento e le scelte nonché il giudizio professionale riguardante l’interesse primario, la salute pubblica, la salute del paziente, il benessere degli animali, la veridicità dei risultati di una ricerca, l’oggettività della prestazione d’informazione, le finalità istituzionali, i diritti del cliente ecc., possa essere alterato da un interesse secondario come la ricerca di un vantaggio personale di qualunque natura.

Art. 30 – Comparaggio – Ogni forma di comparaggio è vietata.

Art. 31 – Inadempienza professionale – Nel caso di assunzione di responsabilità contrattuale la mancata, ritardata o negligente assistenza professionale costituisce violazione dei doveri professionali, qualora non giustificabile o qualora causi rilevante trascuratezza del dovere di tutela degli animali e dei diritti del cliente.

Art. 32 – Obbligo di informazione e consenso informato nella pratica veterinaria – È obbligo del Medico Veterinario comunicare al cliente la necessità del compimento di determinati atti al fine di evitare sofferenze, dolore o prolungati stati di malessere dell’animale paziente.
Il Medico Veterinario è tenuto ad informare il cliente sui prevedibili stati di sofferenza e di dolore dell’animale paziente e la durata presumibile dell’intervento professionale.
Il Medico Veterinario, all’atto dell’assunzione di responsabilità contrattuale, è tenuto ad informare chiaramente il cliente della situazione clinica e delle soluzioni terapeutiche. Deve precisare i rischi, i costi ed i benefici dei differenti ed alternativi percorsi diagnostici e terapeutici, nonché le prevedibili conseguenze delle scelte possibili. Il Medico Veterinario nell’informare il cliente dovrà tenere conto delle sue capacità di comprensione, al fine di promuoverne la massima adesione alle proposte diagnostico-terapeutiche.
Ogni ulteriore richiesta di informazione da parte del cliente deve essere soddisfatta. Il consenso informato non comporta esonero da responsabilità professionale.

Art. 33 – Acquisizione del consenso – Il Medico veterinario non deve intraprendere attività diagnostica e/o terapeutica senza l’acquisizione del consenso esplicito e informato del cliente. Il consenso deve essere espresso in forma scritta nei casi in cui, per la particolarità delle prestazioni diagnostiche e/o terapeutiche o per le possibili conseguenze delle stesse, sia opportuna un’accettazione documentata.

Art. 34 – Eutanasia – L’eutanasia dell’animale è atto esclusivamente Medico Veterinario, rientra nell’etica professionale del Medico Veterinario può essere effettuata al fine di evitare all’animale paziente sofferenza psico-fisica e/o dolore inaccettabili e nei casi consentiti dalla legge. E’ responsabilità professionale del Medico Veterinario garantire, quando si deve interrompere la vita di un animale, che ciò sia fatto con il maggior grado di rispetto possibile e con l’impegno a indurre la morte nella massima assenza di dolore e stress possibile.

Art. 35 – Medicine non convenzionali – La pratica delle Medicine non convenzionali in ambito veterinario è di esclusiva competenza del Medico Veterinario.
Questa deve essere svolta nel rispetto dei doveri e della dignità professionali e nell’esclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale.

Art. 36 – Consegna di documenti – Il Medico Veterinario deve rilasciare al cliente i documenti diagnostici, prescrizioni, copia della relazione clinica e restituire ogni documentazione eventualmente ricevuta dal cliente, qualora ne venga fatta formale richiesta da parte del cliente stesso. Il Medico Veterinario può trattenere la documentazione clinica originale ai fini della liquidazione del compenso e non oltre l’avvenuto pagamento.
Il Medico Veterinario può trattenere copia della documentazione, senza il consenso del cliente, per i necessari provvedimenti di registrazione a fini contabili, di archivio storico e di valutazione scientifica.

Art. 37 Richiesta di pagamento – Il Medico Veterinario può richiedere al cliente l’anticipazione delle spese e il versamento di adeguati acconti sull’onorario nel corso del rapporto e ottenere il giusto compenso al termine dell’incarico.
È consentito al Medico Veterinario concordare onorari, anche forfetari, in caso di prestazioni continuative di consulenza ed assistenza.

Art. 38Azioni contro la parte assistita per il pagamento del compenso – Il Medico Veterinario può agire nei confronti del cliente moroso per il pagamento delle proprie prestazioni professionali.

Art. 39Rinuncia all’assistenza – Il Medico Veterinario ha diritto di rinunciare al contratto professionale instauratosi con il cliente, a condizione che dia un preavviso adeguato alle circostanze e che provveda ad informarlo di quanto è necessario fare per non pregiudicare la sanità ed il benessere dell’animale paziente. Il Medico Veterinario, fatta eccezione per i casi di palese urgenza, può rifiutarsi di eseguire le prestazioni professionali richieste da clienti che lo abbiano offeso o che siano in condizioni di morosità.

RAPPORTI CON PRIVATI ED ENTI PUBBLICI

Art. 40 – Rapporti con la stampa – Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di informazione il Medico Veterinario deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare dichiarazioni e interviste, aggiornandosi in merito all’argomento, e assumendosi la responsabilità di quanto esposto. Il Medico Veterinario deve dare comunicazione all’Ordine di appartenenza di eventuali pubblicazioni a suo nome non rispondenti a quanto da lui dichiarato/scritto per gli eventuali provvedimenti di competenza.

Art. 41 – Divieto di utilizzo di titoli professionali non posseduti o di titoli inesistenti – L’iscrizione all’Albo è requisito necessario ed essenziale per l’esercizio dell’attività professionale di Medico Veterinario.
Sono sanzionabili, anche disciplinarmente l’uso di un titolo professionale non posseduto o l’utilizzo di titoli professionali inesistenti o non riconosciuti.
Lo svolgimento di attività professionale in carenza dei titoli necessari, o in periodo di sospensione, costituisce violazione del presente Codice e come tale è sanzionabile.
Risponde dell’infrazione anche il Medico Veterinario che abbia consapevolmente reso possibile un’attività irregolare.

Art. 42 – Abuso di professione – Ferme restando le disposizioni civili e penali in materia, al Medico Veterinario è vietato collaborare a qualsiasi titolo e favorire chi eserciti abusivamente la professione; qualora venga a conoscenza di situazioni di abuso di professione è tenuto a darne immediata comunicazione all’Ordine competente per territorio.

Art. 43 – Rapporti con arbitri e consulenti tecnici – Il Medico Veterinario deve ispirare il proprio rapporto con arbitri e consulenti tecnici a correttezza e lealtà, nel rispetto delle reciproche funzioni.

Art. 44 – Arbitrato – Il Medico Veterinario che abbia assunto la funzione di arbitro deve rispettare i doveri di indipendenza e imparzialità.
A tal fine il Medico Veterinario non può assumere la funzione di arbitro rituale o irrituale, né come arbitro nominato dalle parti, né come presidente, quando abbia in corso rapporti professionali con una delle parti in causa o abbia avuto rapporti di qualsiasi natura, tali da poterne pregiudicare l’autonomia.
In particolare dell’esistenza di rapporti professionali con una delle parti l’arbitro nominato presidente deve rendere edotte le parti stesse, rinunciando all’incarico ove ne venga richiesto.
In ogni caso, il Medico Veterinario deve comunicare alle parti ogni circostanza che di fatto possa incidere sulla sua autonomia, al fine di ottenere il consenso delle parti stesse all’espletamento dell’incarico.

Art. 45 – Rapporti con i terzi – Il Medico Veterinario ha il dovere di rivolgersi con correttezza e con rispetto nei confronti di tutte le persone con cui venga in contatto nell´esercizio della professione.

Art. 46 – Tutela della professione – Il rispetto degli obblighi deontologici e la tutela dell’autonomia, della libertà, della dignità e del decoro professionale sono garantiti anche nelle convenzioni che disciplinano i rapporti tra i Medici Veterinari liberi professionisti e i soggetti pubblici e privati. Tutti i Medici Veterinari hanno obbligo di informare l’Ordine di appartenenza di compiti e adempimenti richiesti anche dal S.S.N. che ritengono non essere conformi al Codice Deontologico.

Art. 47 – Medico Veterinario dipendente o convenzionato – Il Medico Veterinario che svolge la professione a rapporto di impiego e di convenzione nell’ambito di strutture pubbliche o private, è soggetto alla potestà disciplinare dell’Ordine di appartenenza.
Il Medico Veterinario dipendente o convenzionato deve assicurare preventivamente l’assenza di possibili conflitti d’interesse e non deve adottare comportamenti che possano favorire la propria attività libero-professionale ove prevista. I predetti professionisti, prima di dare inizio all’attività privata, devono informarne i competenti Ordini provinciali.

Art. 48 – Cointeressenza – Qualunque forma di cointeressenza, che condizioni la libertà intellettuale e professionale del Medico Veterinario, costituisce violazione del presente Codice Deontologico.

Art. 49 Tempo per l’azione – Il Medico Veterinario deve sottrarsi al cumulo degli incarichi e delle prestazioni, quando questo possa incidere sulla qualità dei suoi interventi.

CERTIFICAZIONI

Art. 50 – Certificazioni – Il Medico Veterinario, che rilascia un certificato, deve attestare  ciò che ha direttamente e personalmente constatato. E’ tenuto alla massima diligenza, alla formulazione di giudizi obiettivi e scientificamente corretti, assumendosene la responsabilità.

Art. 51Prescrizioni – Il Medico Veterinario deve assumersi la piena responsabilità delle prescrizioni farmacologiche effettuate, assicurandosi dello stato di salute del paziente animale destinatario della prescrizione stessa. E’obbligo del Medico veterinario ottemperare ai doveri di informazione previsti dal sistema di farmacovigilanza.

Associazione e Società

Art. 52 – Associazione e Società – I Medici Veterinari iscritti all’Albo possono associarsi nelle forme consentite dalla Legge per lo svolgimento della libera professione, a condizione che l’associazione/società risulti da idoneo atto sottoscritto dai contraenti. Copia di tale atto deve essere depositato presso l’Ordine di appartenenza dei Medici Veterinari interessati e presso l’Ordine sul cui territorio si svolge prevalentemente l’attività professionale di competenza

RAPPORTI CON ALTRE PROFESSIONI

Art. 53 – Rapporti con altre professioni – Il Medico Veterinario, nell’esercizio della professione, deve attenersi al principio del reciproco rispetto nei confronti degli appartenenti alle altre categorie professionali ed a quello della salvaguardia delle specifiche competenze. Eventuali violazioni vanno segnalate all’Ordine

PUBBLICITA’

Art. 54 – Pubblicità – Al Medico Veterinario è consentita la pubblicità informativa circa la propria attività professionale, possono essere indicati i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché l’onorario e i costi complessivi delle prestazioni.
La pubblicità deve essere resa secondo correttezza, trasparenza e verità, il cui rispetto è verificato dall’Ordine provinciale.
Il Medico Veterinario che partecipa, collabora od offre testimonianza all’informazione sanitaria deve osservare i principi di rigore scientifico, di onestà intellettuale e di prudenza evitando qualsiasi forma diretta o indiretta di pubblicità commerciale personale o a favore di altri.
E’ vietata ogni forma di pubblicità occulta o non palese.

ONORARI

Art. 55 – Onorari professionali – Il Medico Veterinario determina  con il cliente gli onorari professionali ai sensi dell’art. 2233 del Codice Civile. Ferme restando le previsioni di legge, l’onorario deve essere commisurato alla difficoltà, alla complessità, alla qualità delle prestazioni, alla competenza e ai mezzi impegnati e non deve essere subordinato ai risultati delle prestazioni stesse.
Il Medico Veterinario, in particolari situazioni con carattere di eccezionalità, può prestare la sua opera gratuitamente purché questo non costituisca concorrenza sleale o illecito accaparramento di clientela.

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 56 – Norma di chiusura – Le disposizioni specifiche di questo codice costituiscono esemplificazione dei comportamenti più ricorrenti e non limitano l’ambito di applicazione dei principi generali espressi.
Gli Ordini provinciali dei Medici Veterinari sono tenuti a inviare ai propri Iscritti copia del Codice Deontologico ed a promuoverne la conoscenza, anche in funzione dell’attività istituzionale di aggiornamento e formazione. Gli Ordini provinciali dei Medici Veterinari sono tenuti a far prestare ai nuovi iscritti il “Giuramento professionale” e a promuoverlo verso tutti gli iscritti.

FILARIOSI CARDIOPOLMONARE

La filariosi cardio-polmonare è una grave malattia ed è causa significativa di morbilità e mortalità nei cani, gatti e furetti.

È diffusa in tutta l’Europa meridionale, negli Stati Uniti, nel Sudamerica, in Australia, in Malesia e in Africa ed è causata dalla Dirofilaria immitis, un parassita che appartiene alla famiglia dei nematodi ed è trasmessa dalla zanzara.

Gli esseri umani non sono buoni ospiti per la dirofilaria, come anche i gatti.

I cani infestati non rappresentano un rischio dretto per gli altri cani, animali o esseri umani, ma contribuiscono a costituire un serbatorio di micro filarie disponibili per le zanzare.

I segni clinici dipendono dalla gravità della malattia: negli stadi lievi, le condizioni del cane sono normali, successivamente, quando il parassita adulto raggiunge il cuore e l’arteria polmonare, inizia ad esserci dapprima un certo grado di intolleranza all’attività fisica e tosse sotto sforzo poi, a mano a mano che la malattia progredisce, gravi segni di insufficienza cardiaca.

Anche i furetti possono fungere da ospiti; essi tuttavia non tollerano l’infestazione ed infatti questa è considerata letale.

Attualmente esistono in commercio farmaci larvicidi, in compresse o iniettabili, disponibili in ambulatorio, che vengono somministrati al cane a partire dal mese di aprile, per tutto il periodo in cui sono presenti le zanzare.

È consigliabile tuttavia effettuare annualmente il test e proteggere gli animali con i prodotti antiparassitari presenti in commercio, per tutto il periodo primaverile-estivo.

I veterinari sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.