Il microchip ISO, detto anche trasponder, è costituito da una capsula iniettabile di vetro biocompatibile. Essa contiene un chip su cui è impresso un codice a 15 cifre.

Il microchip non attivato è completamente inerte e non emette alcun tipo di onda.
La superficie esterna della capsula è trattata con microsolchi per facilitare l’ancoraggio nei tessuti sottocutanei ed impedirne la migrazione. Il microchip ha una dimensione esterna di circa 11mm di lunghezza e di 2mm di diametro, ed è contenuto in un ago monouso, che può essere applicato su una particolare siringa o altro iniettore che, per ottemperare alle basilari norme di igiene, è sterile e monouso.
Il microchip impiantato accompagnerà il cane, il gatto (e tutti gli animali su cui viene applicato) per tutta la vita.

L’ago contenente il microchip è incapsulato in un involucro sterile da aprire immediatamente prima dell’uso .
La confezione riporta una data di scadenza che si riferisce alla sterilità dell’involucro.
Per accertarne il funzionamento è consigliabile un periodico controllo tramite un lettoreSe l’animale identificato con microchip viene smarrito o rubato, può essere rintracciato facilmente grazie alle banche dati nelle quali lo stesso animale è registrato. Il sistema di identificazione elettronica è un deterrente per chi intende liberarsi del proprio animale.
Le prime tre cifre del codice identificano la ditta produttrice, seguono delle cifre “random” (sequenza casuale) a completamento del codice.
In Europa il microchip viene impiantato nel sottocute della porzione media sinistra del collo (http://www.anagrafecanina.com/).

L’applicazione del microchip è obbligatoria per legge in diverse situazioni:

  1. nel cane, in quanto prerogativa necessaria per l’iscrizione all’anagrafe canina;

  2. in tutti gli animali di qualunque specie che devono viaggiare, in quanto l’identificazione è necessaria, insieme alla vaccinazione antirabbica, per il rilascio del passaporto;

  3. nelle Testudo hermanni, regolarmente acquistate o nate da esemplari regolari, in quanto specie protette, per evitarne il commercio illecito.

Per tutti gli animali che non rientrano in queste categorie, l’applicazione del microchip non è obbligatoria, ma può essere effettuata per il riconoscimento del proprietario e dell’animale stesso in caso di smarrimento o furto.

Negli ultimi anni, è nata l’anagrafe felina (http://www.anagrafenazionalefelina.it/), riconosciuta dal Ministero della Salute, obbligatoria per le colonie feline, ma non ancora per i privati. Al momento, lo scopo è unicamente quello di ritrovare i gatti di proprietà smarriti, pertanto, noi ne consigliamo l’iscrizione soprattutto per tutti i felini domestici che vivono dentro e fuori casa.