Negli ultimi anni il controllo del dolore, riconosciuto quale 5° segno vitale e inserito tra le 5 libertà da garantire all’animale per il suo benessere, è diventato ampiamente riconosciuto quale componente essenziale delle cure veterinarie.

Nella nostra struttura, viene gestito il dolore acuto, cronico, neuropatico, oncologico, corneale, attraverso l’utilizzo di farmaci singoli o associati in protocolli, tali da garantire un controllo efficace della sintomatologia in maniera costante.

I farmaci comunemente utilizzati sono: oppioidi, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), corticosteroidi, anestetici locali, alfa2 agonisti, antagonisti del glutammato, antidepressivi triclicici e anticonvulsivanti (https://centri.unipg.it/cesda/).

Dolore acuto o infiammatorio: compare improvvisamente, è in genere piuttosto intenso ed ha un’estensione temporale limitata.

Dolore cronico: insorgenza più sorda di quello acuto, ma durevole nel tempo.

Dolore oncologico: si può classificare in diversi modi, ma quello più valido probabilmente è il metodo basato sull’eziopatogenesi, che vede distinguere 4 tipi di dolore oncologico:

  1. dolore direttamente prodotto dal tumore: quando questo comporta l’invasione di tessuti somatici, viscerali o nervosi, ma può anche essere dovuto alla liberazione, da parte della massa neoplastica o dei tessuti circostanti coinvolti dall’invasione tumorale o delle metastasi, di mediatori chimici, che si rendono responsabili della perpetuazione del processo algico.

  2. dolore dovuto alle varie modalità di trattamento: ad esempio dal danno nervoso che fa seguito ad un intervento chirurgico o all’applicazione di agenti chemioterapici o di radioterapia, ma anche dovuto a procedure diagnostiche (biopsie, puntati linfonodali, toracentesi, paracentesi, ecc…). Paradossalmente infatti, varie terapie contro il cancro possono determinare dolore. Svariati agenti chemioterapici sono stati associati a neuropatie periferiche e dolore acuto negli uomini, e la radioterapia può lesionare i tessuti molli o le strutture nervose. Inoltre, le terapie immunosoppressive possono rendere alcuni pazienti a maggior rischio di infezioni secondarie e di complicazioni di vario genere. Sintomi di una neuropatia periferica chemioterapia-indotta possono presentarsi come disturbi motori o sensori puri o come neuropatie miste sensorio-motorie.

  3. dolore dovuto ad uno stato di debilitazione cronica che fa seguito alla patologia neoplastica.

  4. dolore dovuto a processi patologici concomitanti non necessariamente correlati alla patologia neoplastica.

Dolore neuropatico: origina da una lesione primaria o da una disfunzione del sistema nervoso. È un dolore che persiste anche quando non è più associato a un danno tissutale presente o a un processo riparativo in atto. È un dolore patologico, che può essere considerato una vera e propria malattia ed è associato a 3 cause principali: da traumi accidentali e chirurgici, da lesioni primarie del sistema nervoso centrale e periferico e di origine viscerale.

Dolore corneale: La cornea presenta il più alto numero di terminali nervosi liberi del corpo, ed è pertanto particolarmente sensibile agli stimoli dolorosi. A seguito di insulti a carico della cornea, i nervi corneali vengono attivati e, oltre a trasmettere l’informazione nocicettiva a livello di centri di integrazione, contribuiscono alla reazione infiammatoria.

Negli animali il dolore oftalmico è spesso difficile da diagnosticare, ma la sua presenza e intensità possono essere dedotte da casi analoghi riportati in medicina umana. Quindi è verosimile che anche gli animali possano provare un dolore sordo caratterizzato da una componente infiammatoria in corso di cheratiti, iriti, uveiti e glaucoma, e da un dolore acuto, severo e spesso persistente a seguito di chirurgie corneali, traumi, corpi estranei, erosioni o infezioni a carico dell’epitelio corneale.

Da un punto di vista terapeutico, l’approccio più logico è quello di effettuare un trattamento antalgico affrontando per tempo il processo patologico (spesso di origine infiammatoria) che fa seguito al danno ed evitando che si instauri un dolore neuropatico, più difficile da gestire.